LA POTATURA DELLA VITE

Esistono due tipi di potatura del vigneto, una invernale e una primaverile/estiva, che hanno periodi temporali diversi, metodi diversi di esecuzione ma si prefiggono lo stesso obbiettivo: avere uve ottimali (mature, sane ed equilibrate in acidità e zuccheri) atte ad ottenere vini marchigiani bianchi e rossi di qualità.

Oggi ho il piacere di parlarti della potatura invernale che si effettua, di norma, fra i mesi di Gennaio e Marzo.

Il periodo temporale che stiamo vivendo particolarmente mite ha favorito questo intervento essenziale per la crescita sana della pianta.

Perché la potatura è così importante?

Le piante hanno necessità di essere costantemente rinnovate per offrire la massima qualità dell’uva. Inoltre, mediante la potatura, riusciamo a dare la giusta forma alla vite e un giusto carico di frutti pendenti, affinché questi possano raggiungere la giusta maturazione.

Questo risultato consentirà al futuro vino eccezionali qualità organolettiche tipiche del frutto di provenienza, raggiungendo l’obbiettivo di ottenere vini marchigiani bianchi e rossi di pregio.

Esistono diversi tipi di potatura invernale?

Certamente. Per quanto riguarda il nostro territorio, in questo periodo dell’anno possiamo distinguere tra due diversi metodi di potatura:

  • GUYOT: definito anche “Doppio Capovolto” o “Capovolto Semplice”, in base al numero dei tralci (1 o 2) e al tipo di legatura. Questo tipo di potatura si applica, nel nostro territorio, alle uve a bacca bianca e quindi anche al Bianchello del Metauro (clicca qui e vai all’articolo sul Bianchello).
  • CORDONE SPERONATO: questo tipo di potatura invece è tipico per la produzione dei vini rossi più rappresentativi delle Marche: il Sangiovese e il Montepulciano.

Oggi voglio concentrarmi sul primo tipo di potatura, definita Guyot.

In cosa consiste e perché si effettua sulle uve a bacca bianca come il Bianchello del Metauro?

Questo metodo di potatura si effettua sulle uve del Bianchello perché la prima gemma di questo vitigno non è mai fruttifera e, dunque, si sconsiglia il metodo del Cordone Speronato. Consiste nel:

  • Eliminare i tralci del secondo anno, lasciandone solamente 1 o 2 con 6/8 gemme per tralcio.
  • Una volta scelto accuratamente il tralcio di vite più adeguato, questo viene legato al filo di ferro dell’impianto del vigneto, facendo in modo di formare degli “archetti” le cui gemme centrali sono estremamente fruttifere.
  • A questo punto ogni gemma genera un tralcio nuovo con i relativi frutti.

Quando si esegue la potatura Guyot?

Nel nostro territorio la realizziamo esclusivamente nel periodo invernale, tra Gennaio e Marzo

Una delle caratteristiche distintive di questo tipo di potatura è che si realizza prettamente a mano. Non si presta infatti alla pre-potatura meccanica come invece il metodo a Cordone Speronato, che però vedremo nel nostro prossimo articolo.

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Per qualunque informazione aggiuntiva sul nostro lavoro in vigna, sulla produzione dei nostri vini marchigiani bianchi e rossi, ti invito a contattarci via email a info@claudiomorelli.it o al numero 0721 823352.

Questo è il link ai nostri vini dove troverai dettagli e schede tecniche di ogni nostro prodotto: http://bit.ly/2lGD9t9

Al prossimo articolo!

Claudio Morelli

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